the dark side of the pablog
Il sito web del principale giornale italiano dedica interamente i primi non so quanti -ma tanti- pixel al -pur gravissimo- naufragio della nave al Giglio, tanto che per leggere qualche altra notizia ci si deve slogare l’indice a forza di girare la rotella del mouse. Non so, a me l’idea che quello che succede in tutto il resto del mondo sia tre metri sotto Schettino pare francamente inquietante. Non è che stiamo esagerando, eh? (via METILPARABEN: Tre metri sotto Schettino)
Questo è il mio messaggio alla redazione di quel giornale lo stesso giorno:
“Sono passati sei giorni dal naufragio della Concordia, l’abbiamo vista di sotto, di sopra, di dentro e di fuori, ce l’avete mostrata dal satellite, ci avete spiegato la rotta che stava facendo, quella che avrebbe dovuto fare e quella che avrebbe fatto se fosse stata un aereo; abbiamo sentito le telefonate del capitano, l’intervista al cuoco, il parere del bagnino della spiaggia, la protesta del passeggero; ci è stata mostrata l’inettitudine del capitano, poi la sua ignoranza, poi i suoi pessimi gusti nell’abbigliamento, poi il suo orientamento sessuale, poi quello religioso, poi quello dei parenti e del sindaco del suo paese. C’è ancora qualcosa che dovete assolutamente mostrarci o possiamo lasciarla affondare in pace ‘sta cazzo di nave?”
Il sito web del principale giornale italiano dedica interamente i primi non so quanti -ma tanti- pixel al -pur gravissimo- naufragio della nave al Giglio, tanto che per leggere qualche altra notizia ci si deve slogare l’indice a forza di girare la rotella del mouse. Non so, a me l’idea che quello che succede in tutto il resto del mondo sia tre metri sotto Schettino pare francamente inquietante. Non è che stiamo esagerando, eh? (via METILPARABEN: Tre metri sotto Schettino)

Questo è il mio messaggio alla redazione di quel giornale lo stesso giorno:

Sono passati sei giorni dal naufragio della Concordia, l’abbiamo vista di sotto, di sopra, di dentro e di fuori, ce l’avete mostrata dal satellite, ci avete spiegato la rotta che stava facendo, quella che avrebbe dovuto fare e quella che avrebbe fatto se fosse stata un aereo; abbiamo sentito le telefonate del capitano, l’intervista al cuoco, il parere del bagnino della spiaggia, la protesta del passeggero; ci è stata mostrata l’inettitudine del capitano, poi la sua ignoranza, poi i suoi pessimi gusti nell’abbigliamento, poi il suo orientamento sessuale, poi quello religioso, poi quello dei parenti e del sindaco del suo paese. C’è ancora qualcosa che dovete assolutamente mostrarci o possiamo lasciarla affondare in pace ‘sta cazzo di nave?”