Sono andato dal dottore ed era Emmett Brown, aveva i capelli lunghi e bianchi e sparati in testa (più gialli che bianchi a dire il vero), e poi ero in giro in bici e ho incontrato Federica, che è una che mi piaceva tipo vent’anni fa e che non vedo da allora, più o meno, e stava spingendo un passeggino, così vado e la saluto e mi mostra suo figlio che ha le sue stesse lentiggini e si chiama Federico, pensa la fantasia, e mi racconta che suo marito non è contento di questa somiglianza incredibile, e ride. Poi arriva una ragazzina e le chiede se può prendere la macchina, e la chiama mamma, e dal sedile posteriore vedo spuntare altre quattro teste che ci guardano; ridendo le chiedo se sono tutti figli suoi, e lei mi dice di si e io non rido più, sgrano gli occhi e le chiedo “Hai fatto sei figli??”. La guardo, sei gravidanze dovrebbero aver lasciato qualche segno, eppure l’unica differenza che rilevo è un sorriso un po’ più triste.
A quel punto mi sveglio un po’ agitato, sono le sei e dieci ed è ora di alzarsi, ma a metà delle scale un pensiero mi ferma, al buio: il mio dottore è veramente uguale a Emmett Brown.